8 Novembre 2025 - Convegno organizzato dalla scuola SPPIE Bernheim dal titolo: "150 anni dalla nascita di C. G. Jung: attualità e storia della psicologia analitica tra nuovi problemi e vecchie questioni".

A centocinquant’anni dalla nascita di Jung il pensiero del grande psichiatra svizzero continua ad esercitare una poderosa influenza sulle scienze umane, la letteratura, l’arte e – last but not least - il mondo della pratica e consulenza psicologica. Che cosa risulta ancora attuale o viceversa va ritenuto desueto del magistero junghiano nelle sue declinazioni pratiche e teoriche? Sulla falsariga della riflessione di Mario Trevi, che invitava a separare uno Jung problematicistico, epistemologicamente aperto al dialogo interdisciplinare da uno Jung più idiosincratico e persino dogmaticistico, si discuteranno alcuni aspetti del pensiero junghiano che possono essere affrontati alla luce di tale ripartizione euristica.

Il seminario mira a riflettere, ponendo interrogativi, sulla ricchezza di un pensiero le cui luci, ombre e chiaroscuri continuano ad esercitare grande fascino ed influenza anche se in modo spesso non adeguatamente riconosciuto, e che perciò necessita di adeguate contestualizzazioni e decostruzioni, trattando tematiche complesse inerenti alla psicologia analitica.

Il mio intervento è stato su: "Attualità e critiche nell’approccio antropologico di C. G. Jung".

 


 17 Maggio 2025: relatore al Congresso Internazionale: “Global frontiers in psychological research: emerging trends and challenges” organizzato dall’Università IUSVE di Mestre-Venezia, Dipartimento di Psicologia. L’intervento è stato su: “Elogio dell’irrazionale: il pensiero simbolico nella ricerca psicologica” dove ho presentato una ricerca effettuata assieme alla collega Dott.ssa Chiara Ragni, sui rituali di protezione effettuati dai migranti provenienti dall'area geografica dell'Africa sub-sahariana occidentale, per securizzare il loro viaggio verso l'Europa 


9 Novembre 2024 - Seminario organizzato dalla scuola SPPIE Bernheim dal titolo: "Vegetazioni oniriche e incursioni bestiali nei sogni: un approccio simbolico al regno vegetale e animale". 

Nella letteratura psicoanalitica dei sogni dei pazienti, frequenti ricorrono immagini che rimandano al mondo vegetale ed animale, a rappresentazione del complesso mondo simbolico che abita la nostra psiche. 

Il seminario si propone fornire strumenti di 

lettura e di interpretazione delle immagini  oniriche attinenti al mondo vegetale ed  animale, attraverso la presentazione di casi clinici e la lettura/amplificazione in chiave simbolica di immagini pertinenti a miti, religioni, fiabe e in generale alla produzione culturale, materiale ed immateriale dell'umanità.

Il mio intervento è stato su: "Vegetazioni oniriche: il mondo vegetale nei sogni".

 


2-4 Giugno 2023: Seminario residenziale organizzato dalla VJA (Viaggi Junghiani Analitici) dal titolo: "Anima e Spirito delle montagne".

 

Occasione per parlare di montagna, di boschi e foreste, degli uomini che le abitano e delle presenze che troviamo in tanti racconti tradizionali: fade, angune, strie, selegen baiblen, salbanei e uomini selvatici. Figure archetipiche che ci raccontano sulla natura del femminile e del maschile, sull'anima e lo spirito delle nostre montagne.

 

 

Titolo della mia relazione: "Evoluzione delle immagini del femminile nella mitologia delle prealpi venete".


3 Dicembre 2022 - Seminario organizzato dalla Scuola SPPIE Bernheim dal titolo "Il transpersonale in psicoterapia". 

La dimensione del transpersonale apre lo spazio al sacro nella realtà esistenziale dell’essere umano: una giornata di studio su di un aspetto che Mircea Eliade, storico delle religioni, definisce “un elemento della struttura della coscienza” 

Nel modello psicosintetico R.Assagioli riserva alla dimensione transpersonale o spirituale un spazio importante all’interno dello schema (ovoide) che rappresenta e cerca di “materializzare” lo spazio psichico e come per tutte le altre parti che descrivono il mondo interiore anche in questo caso Assagioli parla di una esperienza, quindi non pensiamo ad un “luogo” o ad una topica rigida e deterministica bensì ad una realtà costituita dagli elementi “superiori” (come li definisce Assagioli) della psiche umana. Il termine superiori non vuole però qualificare tali elementi e collocarli su di una scala gerarchica ma piuttosto immaginarli come l’attico, la “terrazza sul tetto” della nostra casa psichica. Così l’obiettivo di questo lavoro è molto semplicemente quello di iniziare a “sperimentare” primariamente gli strumenti, i mezzi, le vie di accesso a tali esperienze e successivamente rendere tali vie sempre più praticabili e ripercorribili al fine di approdare ad un’esperienza che ci consenta un contatto personale ed autentico con quello che Assagioli definisce il nostro Sé Transpersonale.

Questo seminario è quindi proprio un momento nel quale “seminiamo” quelle idee e quelle immagini che daranno poi, secondo tempi e modi personali, l’esperienza del transpersonale. Questa dimensione è sempre presente nella persona e quindi non è mai del tutto estranea alla persona stessa. Inoltre può avere vari tipi di manifestazione anche all’interno del percorso di cura e può, in alcuni casi, presentare degli elementi “terapeutici” che favoriranno il percorso stesso.

Questi elementi sono presenti anche in altre visioni della psiche della persona e ovviamente non si escludono vicendevolmente ma possono integrarsi ed armonizzarsi.

L’approccio di R. Assagioli si inserisce infatti in una feconda corrente di studi che hanno indagato la dimensione del “sacro” da prospettive e da discipline differenti, cercando di dare una risposta al bisogno fondamentale dell’essere umano di contattare una dimensione trascendente la realtà ordinaria.

Mircea Eliade, storico delle religioni, affermava che il sacro non è uno stadio della storia evolutiva della coscienza ma un elemento della struttura della coscienza stessa. Partendo da questo assunto, da questa "sacralità strutturale" insita nell'essere umano, affiancheremo alla visione di R. Assagioli, gli studi che hanno portato alla definizione di Homo religiosus; ripercorreremo sia la traiettoria storica che ha visto il sacro irrompere già agli albori dello sviluppo della nostra specie fino alla nascita delle grandi religioni organizzate che quella che ha portato al costrutto teorico del concetto di “sacro”, con i contributi di studiosi come Julian Ries, Rudolf Otto, Emile Durkheim, Mircea Eliade ed altri. 

Vedremo come le culture abbiano espresso la ricerca del sacro nell'essere umano in apparati e simboli religiosi che non rispondono a bisogni coscienti ma ad un bisogno innato di contattare una dimensione trascendente, transpersonale. Questi simboli religiosi “(…) sono cresciuti lentamente, come piante, nel corso dei millenni, quali manifestazioni naturali dell’anima dell’umanità” (C.G. Jung, Anima e morte – Sul rinascere, Torino. Boringheri, 2006. 26). In linea con questa visione di "manifestazione naturale dell'anima dell'uomo", condivisa anche da R. Assagioli, dedicheremo la giornata seminariale di approfondimento al tema che metterà al centro l'umano bisogno di trascendere verso una dimensione spirituale.

Titolo della mia presentazione: "L’uomo e il sacro: da Homo sapiens a Homo religiosus".

 


21 Maggio 2022 - Convegno organizzato dalla Scuola SPPIE Bernheim dal titolo: "L'Ombra: dialogo sulla parte oscura di noi". Il concetto di “ombra” nella Psicologia Analitica di C. G. Jung e il rapporto instaurato con essa dal regista Federico Fellini con la proiezione del film “Fellini e l’Ombra” della regista Catherine McGilvray 

Il seminario si è articolato in due parti; al mattino esposizioni dei relatori sulla tematica junghiana dell’Ombra a cui è seguito nel pomeriggio, la proiezione del film “Fellini e l’Ombra” con la partecipazione della regista Catherine McGilvray e del biografo di Fellini Gianfranco Angelucci, che hanno partecipato al dibattito finale sui temi trattati durante la giornata. 

Il mio intervento è stato su "Le crisi della modernità: riflessioni sull’ombra collettiva"

 


6 Aprile 2019 - Sala Conferenze ATER di Verona, Piazza Pozza 1/C (ingresso lato giardino)

CONVEGNO: AMORE AMA ANCORA PSICHE ? Dalla conquista dell'amore eterno di Apuleio agli scambisti. Relatore al convegno con un intervento dal titolo: "La coppia inscritta nel corpo: tatuaggi, incisioni e modificazioni corporee all'interno della relazione di coppia".


16 Marzo 2019 - 23 Marzo 2019: Palazzo del Monte di Pietà, Contrà del Monte 13, Vicenza

CONVEGNO: ALTRI SGUARDI SUI MIGRANTI, VISIONI PSICOLOGICHE, SOCIALI, ANTROPOLOGICHE E ARTISTICHE A CONFRONTO.

Differenti sguardi e punti di vista su di un tema che tocca oggi tutte le nostre coscienze. Relatore al Convegno con un intervento dal titolo: "Dai Feaci ai Ciclopi: l'ospite divorato".


4 Maggio 2018. Convegno sullo sciamanesimo

L'Associazione FRAZER for Anthropological Research di Verona, di cui sono membro, ha come scopo la ricerca e la divulgazione di materiale scientifico inerente la storia e la cultura delle diverse popolazioni. La stessa ha organizzato un interessante convegno multidisciplinare sul tema dello sciamanesimo.

Il mio intervento al convegno ha avuto come titolo: "Indizi di sciamanesimo nella preistoria".

Le pratiche sciamaniche affondano le loro radici in epoche di molto precedenti la diffusione della scrittura e quindi, visto che la cultura non lascia reperti archeologici, di difficile rintracciabilità e interpretazione. Considerato però che in ambito archeologico l’assenza di un’evidenza non è evidenza di un assenza, viene proposta una lettura dei numerosissimi indizi che suggeriscono la presenza dello sciamanesimo già in epoche paleolitiche, agli albori della diffusione di Homo sapiens in Eurasia.


2-3-4 Novembre 2017. Congresso internazionale  a Padova: Agonie dell'identità, vivere morendo

 

Il mio intervento del 3 Novembre ha portato una relazione su: "La morte nell'anima: identità frammentate nel racconto dei rifugiati". 

Qui il link al programma del congresso: http://endlife.psy.unipd.it/Identity_agonies/it/

 

Tema del Congresso

In Occidente, se si chiede alle persone quale morte preferiscano, quasi sempre la risposta sembra essere "morire improvvisamente", oppure "morire nel sonno", in altre parole, senza alcun avvertimento. Chiedendo in particolare cosa temono, solitamente rispondono "una lunga malattia o una condizione in cui mi sia progressivamente e sempre di più tolta la libertà e il potere di fare ciò che desidero".

Più che dalla morte in sé, le persone sono terrorizzate dalla costante minaccia del vivere morendo, che causa perdita di dignità e rispetto di sé stessi. Quando si manifestano condizioni di malattia come cancro, neurodegenerazioni, patologie genetiche, virali (ad esempio AIDS) o da invecchiamento le persone cadono nel terrore più profondo. Vedere il decorso della malattia rende evidente la morte nella sua inesorabilità, vissuta attraverso il lungo processo che porta al progressivo peggioramento della qualità della vita. Questa visione innesca la rimozione del terrore esperito dalla quotidianità lasciando gli individui, le famiglie e le intere comunità vulnerabili e incapaci di gestire la morte nel momento in cui arriva. La principale conseguenza è che le persone non siano preparate ad attribuire significati e a riconoscere il compito evolutivo di questo processo inevitabile per tutti.

 

Il problema assume anche dimensioni culturali e sociali, come accade ad esempio per effetto dell’oppressione sociale, che induce la percezione dello stesso terrore. Si pensi per esempio alle violenze e ai traumi da cui dipendono perdite significative e irrimediabili; oppure alle situazioni di tracollo economico, alle condizioni di prigionia, alle torture, allo stalking, al bullismo, alle violenze e agli abusi domestici. In questi casi morte e suicidio possono sembrare una vera e propria liberazione.

 

Alla base di tutto questo terrore vi è la minaccia della perdita e della degradazione di se stessi prima della morte, ovvero l’orrore di fronte all’annientamento della propria identità più profonda, del proprio Esser Sé.

 

Scopo del congresso è riflettere su queste forme di terrore, nelle espressioni più drammatiche e temute, trovare e condividere risposte che siano in grado di lenire la sofferenza, risolvere le cause e attribuire loro un significato evolutivo.


Venerdì 17 e Sabato 18 Marzo 2017

 Amore e violenza costituiscono un'antitesi, due estremi nella realtà tra loro inconciliabili, ma proprio per questo, per Jung e per la Psicologia Analitica, stimoli insuperabili per la creatività e l'arte.
Dalla violenza, sia quella espressa dagli esseri umani, sia quella prodotta dagli eventi catastrofici, deriva il trauma che produce diversi effetti alterando, spesso in maniera permanente la vita delle persone che lo subiscono. Tra questi uno dei più pesanti induce la psiche... del traumatizzato a dividersi in funzioni scisse, determinando una vera e propria dissociazione psichica che si manifesta attraverso sintomi psicosomatici, compulsione, quadri alterati della personalità e dell'umore. 

Io ho partecipato con una relazione sui fenomeni paranormali in persone con passati traumatici, indagando quei fenomeni appartenenti ad una zona grigia che Ernesto de Martino, grande antropologo italiano, ha definito uno "scandalo" per la ricerca scientifica.


il 3 Ottobre 2015 partecipato al convegno "I nomi della violenza". Il mio intervento ha portato uno sguardo antropologico al tema della violenza nelle società umane, come costrutto culturale  e quindi mutevole diacronicamente e sincronicamente nel tempo.